DAI PUTTI FIORENTINI AI..COGLIONI FIORENTINI

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Lunedì scrivevo un post in cui sostenevo, in merito agli striscioni esibiti sabato allo stadio Olimpico, che alla vicenda fosse stata data troppa importanza, soprattutto se paragonata al silenzio, o quasi, che da ormai 30 anni accompagna  cori e striscioni che offendono la memoria delle 39 vittime dello stadio Heysel. Ebbene, la storia si è puntualmente ripetuta, in maniera, se possibile, ancora più vergognosa e vigliacca delle precedenti. Martedì sera, alcuni coglioni- scusate, ma non trovo altro modo per definirli- in preda allo sconforto per la sconfitta della propria squadra, hanno pensato di intonare dei cori vergognosi contro le vittime dell’Heysel, Gianluca Pessotto…e Gaetano Scirea. Ora, delle 39 vittime ho già scritto, e Pessotto, per fortuna, è in condizioni di difendersi da solo.  Ma questi vigliacchi, questi balordi, questi coglioni, hanno offeso anche la memoria di Gaetano Scirea. Vorrei ricordare, a questi decerebrati, chi era Gaetano Scirea; ma sarebbe tempo perso, in quanto non sarebbero in grado di capire, tanto sono idioti e vuoti mentalmente. E allora mi rivolgo a chi in questi due giorni ha taciuto, ha fatto finta di nulla, si è girato dall’altra parte, a chi ha omesso volontariamente di raccontare ciò che era successo, mancando, così, di difendere la memoria di un grandissimo uomo. Perché, è di questo che stiamo parlando, di un grandissimo uomo, oltre che di un immenso calciatore. E coloro che hanno intonato quei cori, e coloro che hanno taciuto, anche se campassero duecento anni, non arriverebbero nemmeno ad avere il 2% della sua statura morale, della sua lealtà, correttezza, onestà intellettuale, fierezza, onorabilità. Gaetano Scirea è stato un simbolo vero, positivo, da ammirare e portare come esempio ai figli e ai nipoti. E non è stato solo un simbolo per il calcio italiano, ma per il calcio nel mondo e , in generale, per tutto lo sport. Per questo, e per molto altro ancora, coloro che non hanno sentito la necessità di stigmatizzare quei cori indecenti, e mi riferisco a Tavecchio, a Malagò, a Nardella, il sindaco di Firenze, a Renzi, anche lui fiorentino, fino a tutti i giornalisti che nulla hanno detto. Quattro giorni a parlare degli striscioni di Roma e 30 secondi dedicati ai cori di Firenze: si dovrebbero solo vergognare. E chiedere scusa. Ma so che non lo faranno.

E, tanto per essere chiari e non lasciare dubbio alcuno, la memoria di Gaetano Scirea va difesa e tutelata sempre, a 360°, anche quando, ad infangarla, sono degli idioti che si dicono tifosi juventini, idioti e vigliacchi che, dalla curva che porta il suo rispettabilissimo nome, espongono striscioni e intonano cori indecenti, come quelli che inneggiano alla sciagura di Superga o ad altre tragedie. Per quanto mi riguarda, la Juventus farebbe bene a togliere il nome di Gaetano Scirea da quella curva.

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NON MI LODO E..NON M’IMBRODO. PERO’..

Esattamente un anno fa, il 14 febbraio 2014, Enrico Letta rassegnava le sue dimissioni nelle mani del Presidente/complottista. Il cazzaro/quaquaraquà aveva via libera, il suo tradimento era andato a buon fine. Pochi giorni dopo scrivevo un post in cui dicevo, tra le altre cose “Non mi piace come politico ma, soprattutto, non mi piace come persona. Lo considero cinico, meschino, arrogante, bugiardo, arrivista, opportunista, una persona che, pur di raggiungere i suoi scopi, venderebbe l’anima al diavolo. Politicamente è un emerito pallonaro, un venditore di fumo, un emerito cazzaro. Un cazzaro pericoloso per il nostro Paese”. Ammetto che non ricevetti molti apprezzamenti per questo post..anzi, nemmeno uno. In compenso mi arrivarono molte critiche. Sia da parte di amici, i quali, anche in privato, mi consigliavano d non esagerare “rischi il ridicolo”..e sia da parte dei nemici sinistrati, in quel caso gli insulti si sprecavano. Ma io ho la testa dura e andavo avanti con la mia “miserabile”teoria. Capisco che un anno fa, quando il cazzaro veniva dipinto come un novello Churchill..era il “rottamatore”..il Golden Boy della politica italiana..dalla brillante arte oratoria..un immenso comunicatore.. e si diceva  che ci avrebbe salvato da una fine miserevole..ammirato anche da Berlusconi e da molti del cdx.. era azzardato parlare del cazzaro come di un pericolo per la democrazia. Ma il mio ragionamento aveva come base il suo comportamento nei confronti di Letta; a suo dire amico e, fino a poco tempo prima, vice segretario del Pd. Ora, se era stato capace di ordire un complotto, un tradimento (e prima c’era stato anche quello nei confronti di Prodi) ai danni di un amico..figuriamoci cosa era capace di fare per raggiungere i suoi obiettivi. Comunque, per farla breve, dopo i primi mesi in cui predicavo nel deserto..piano piano qualcosa cominciava a muoversi: giornalisti come De Bortoli..Pansa..Feltri..Ostellino..politici di vari schieramenti..e normali utenti di FB, tra cui alcuni dei miei amici, cominciavano ad avere dei dubbi sul cazzaro. Sia sulle capacità di governo ma, soprattutto, sulla persona. E vedere che ieri, nella conferenza stampa, sia l’opposizione di cdx, che Sel (ed è tutto dire), paventavano il rischio di una deriva autoritaria, chiedendo, addirittura, l’intervento del presedente Mattarella, per me è stata, devo ammetterlo, una grande rivincita..soprattutto nei confronti di chi, in questi mesi, mi ha mancato di rispetto. Ed ecco il motivo di questo post. Il tempo è galantuomo. E adesso aspetto con impazienza che il cazzaro si tolga dalle scatole..

UN BRANCO DI IPOCRITI SCIACALLI

Dopo la strage parigina sono tutti “francesi” e tutti “Charlie”. Col cavolo. Sono solo un branco di ipocriti che stanno speculando su una tragedia. Mi riferisco a tutti quelli che oggi piangono lacrime di coccodrillo e difendono la libertà di stampa.. ma ieri.. era il 2006 quando Calderoli indossò la famosa maglietta..e non la mise perché era in vena di goliardate, perché si era alzato con l’intento di offendere Maometto.. ma per mostrare solidarietà verso il giornale danese che aveva “osato” pubblicare delle vignette satiriche contro l’Islam ed era stato fatto oggetto di attentati..Calderoli fu massacrato e costretto alle dimissioni..accusato di fomentare odio..minacciato di morte..
Se gli ipocriti che oggi difendono la libertà di stampa, di satira..lo avessero fatto anche nel 2006..forse, dico forse..a Parigi non ci sarebbe stato nessun attentato..
Per la cronaca..la vignetta mostrata da Calderoli non era per nulla offensiva nei confronti di Maometto..era sullo stesso tono di quella pubblicata dal Corriere dopo la strage..

http://www.iltempo.it/adn-kronos/2015/01/09/francia-calderoli-per-una-vignetta-volevano-uccidermi-1.1365881?localLinksEnabled=false

GIOVANNI FALCONE. CALUNNIATO, ABBANDONATO E..CONSEGNATO ALLA MAFIA.

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                                            PER NON DIMENTICARE UNA CRUDA E VERGOGNOSA VERITA’

Il 23 maggio del 1992 la mafia uccide Giovanni Falcone, la moglie, Francesca Morvillo e tre agenti di scorta, Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro.

Quel giorno, Cosa Nostra, porta a termine un progetto criminoso studiato da tempo. Uccidere Falcone, il nemico numero uno,  colui che aveva certificato l’esistenza di Cosa Nostra e il loro modo di operare e di arricchirsi.

Il giudice morì, materialmente, quel maledetto giorno, ma la sua condanna a morte era stata firmata anni prima. Dalla mafia? No, da organi dello Stato, da  partiti politici e da giornalisti.  Furono costoro a consegnare Falcone alla mafia, a dare il via libera alla vendetta.  E lo fecero nel modo peggiore, il più meschino: con calunnie e umiliazioni. Già in passato, grandi uomini che si battevano contro la mafia, erano stati abbandonati dallo Stato, come nel caso del  Gen. Dalla Chiesa. Ma nessuno era stato mai trattato come  Falcone.  Il defunto ex senatore del Pci/Pds, Gerardo Chiaromonte, ex presidente della Commissione Antimafia, scrisse, nelle sue memorie “Dopo la strage di Capaci tutti si proclamarono ammiratori di Giovanni Falcone. Quante menzogne ascoltai in quei giorni!Fece bene Ilda Boccassini,giudice a Milano,in un’assemblea che si tenne il giorno dopo a Palazzo di Giustizia di quella città,a prendere la parola e a denunciare,con quella passione intransigente certo,ma anche un po’ fanatica che la distingueva,a indicare con nome e cognome i giudici milanesi che si mostravano compunti e addolorati per la morte di Falcone,ma che fino al giorno prima avevano detto di lui cose pesanti e offensive.

Gli attacchi, i complotti, i tentativi di isolare Falcone cominciano già nel 1987. Infatti, mentre si sta per concludersi il maxiprocesso,  che vide, per la prima volta, la mafia condannata,  un successo clamoroso da parte dello Stato e Falcone ne era stato il principale artefice,  il Csm vota per scegliere il successore di Caponnetto alla guida del pool antimafia. I candidati sono due Falcone e Meli. Tutti pensano che a prevalere sia Falcone, quel posto gli spetta di diritto, visto ciò che aveva fatto e stava facendo nella lotta alla mafia. Invece il Csm vota per Meli. Una scelta motivata, si disse, per ragioni anagrafiche.  Questa scelta suscitò polemiche e, soprattutto, preoccupazioni da parte degli amici di Falcone, primo fra tutti, Borsellino, che lanciò diversi allarmi attraverso i media. Sosteneva che la bocciatura di Falcone rappresentasse una vittoria della mafia, che vedeva il suo principale nemico, umiliato e isolato. Meli cominciò a smantellare il pool e alla fine lo chiuse.  Come se non bastasse, nell’agosto del 1988,  alla guida dell’Alto Commissariato per la lotta alla Mafia, a Falcone fu preferito Domenico Sica. Le paure di Borsellino non erano infondate. Nell’estate del 1989, nella villetta dell’Addaura, la mafia organizzò un attentato contro il giudice, una borsa piena ti tritolo era stata piazzata a pochi metri dalla discesa a mare. Ma l’attento fallì a causa di un difetto del detonatore. In seguito Falcone fu accusato, da esseri meschini e schifosi, di aver lui stesso organizzato un finto attentato. Gerardo Chiaromonte  «i seguaci di Leoluca Orlando sostennero che era stato lo stesso Falcone a organizzare il tutto per farsi pubblicità».

I nemici di Falcone erano tanti. Il Csm, con a capo la corrente di Magistratura Democratica, uno dei loro esponenti più in vista,  Elena Paciotti, si distinse per  la sua crociata contro Falcone, in seguito il Pds la fece eleggere al Parlamento europeo. Un premio?  A me sembra evidente.  Perché, tra i nemici di Falcone c’erano, in prima fila, illustri esponenti del Pci/Pds.  Sempre dalle memorie di Chiaromonte  ” Ho parlato di gruppi e uomini politici(e la mia angoscia deriva dal fatto che non potevo escludere,da questi ultimi, personalità e parlamentari del Pds). Tra i politici del Pds più ostili a Falcone c’era anche Violante. Un esempio?  Alla Camera dei deputati,mentre si discuteva sulla procura nazionale antimafia,un esponente del gruppo degli indipendenti di sinistra presentò un emendamento ad hoc per escludere Falcone da quella carica e il gruppo del Pds votò a favore di tale emendamento.  E i media? Anche loro parteciparono al linciaggio. Nel gennaio del 1992 , un articolo su Repubblica, a firma Sandro Viola, massacrava la figura di Falcone “Un comico del carrozzone televisivo, un guitto”. E anche altri giornali vicini al Pds non furono da meno, l’Unità pubblicava articoli a dir poco vergognosi.

Ma il capobranco a guida di questi sciacalli, di queste iene, ha un nome: Leoluca Orlando. Fu lui, infatti, il principale accusatore e calunniatore di Falcone. Accuse ignobili, addirittura, di quasi collusione con la mafia. Perché dire “tu tieni chiusi nei cassetti le prove contro i politici collusi con la mafia”, equivale a dire..tu proteggi qualcuno che ha legami con la mafia..quindi, la mafia stessa.  Falcone rispose a tono “Se il sindaco di Palermo sa qualcosa, faccia nomi e cognomi, citi i fatti, si assuma le responsabilità di quel che ha detto. Altrimenti taccia”.

Il 15 ottobre 1991 Giovanni Falcone è costretto a difendersi davanti al CSM in seguito all’esposto presentato il mese prima da Leoluca Orlando. L’esposto contro Falcone era il punto di arrivo della serie di accuse mosse da Orlando al magistrato palermitano, il quale ribatté ancora alle accuse definendole «eresie, insinuazioni» e «un modo di far politica attraverso il sistema giudiziario».  A proposito del Csm Falcone disse : è diventato una struttura da cui il magistrato si deve guardare e che rappresenta solo un luogo di lotta politica. «Quanti danni deve ancora produrre la politicizzazione della magistratura? Non si può investire tutto e tutti nella cultura del sospetto, la cultura del sospetto non è l’anticamera della verità ma l’anticamera del khomeinismo».   In un’intervista del 2008 al Corriere della Sera il presidente emerito Francesco Cossiga ha imputato al Csm grosse responsabilità riguardo alla morte del Giudice Falcone, ha infatti affermato : “i primi mafiosi stanno al CSM. Sono loro che hanno ammazzato Giovanni Falcone negandogli la DNA e prima sottoponendolo a un interrogatorio. Quel giorno lui uscì dal CSM e venne da me piangendo. Voleva andar via.

Alle elezioni dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura del 1990, Falcone venne candidato per le liste collegate “Movimento per la giustizia” e “Proposta 88”, ma non viene eletto. Fattisi poi via via sempre più aspri i dissensi con Giammanco, Falcone optò per accettare la proposta di Claudio Martelli, allora vicepresidente del Consiglio e ministro di Grazia e Giustizia ad interim, a dirigere la sezione Affari Penali del ministero.

Ma la vicinanza con il socialista Claudio Martelli costò al magistrato siciliano violenti attacchi da diversi esponenti politici. In particolare, l’appoggio di Martelli fece destare sospetti da parte del Pci e di altri settori del mondo politico (Leoluca Orlando in primis, oltre a qualche altro esponente della Democrazia Cristiana e diversi giudici aderenti a Magistratura Democratica). Addirittura, nel 1991, la magistratura italiana sciopera contro la legge istitutiva della Procura nazionale antimafia destinata a Falcone.

Ma perché questi attacchi? I motivi sono diversi.  L’invidia di molti suoi colleghi per i suoi successi anche internazionali, la volontà di “utilizzarlo” politicamente,  ma, soprattutto, la paura. Paura che potesse scoprire cose che non dovevano essere scoperte.

L’ostilità delle sinistre a Giovanni Falcone si trasforma in aperta avversione nel febbraio del 1991 quando, dopo dieci anni di indagine, il pool di magistrati da lui diretto deposita la sentenza istruttoria sui delitti di Piersanti Mattarella, Michele Reina e Pio La Torre. Secondo il pool, allo stato degli atti risultava che i tre esponenti politici erano stati uccisi per mandato di ‘cosa nostra’ perché «il loro ruolo aveva creato e poteva creare un’azione di disturbo a una pluralità disomogenea di centri di imputazione di interessi illeciti».l professore Elio Rossitto, a lungo esponente del Pci, nelle dichiarazioni rese ai magistrati ipotizza che il movente del delitto di La Torre «potrebbe essere individuato nel fatto che egli avrebbe fatto cessare un’altra “alleanza” tra il Partito comunista siciliano e Ciancimino (nonché i corposi interessi imprenditoriali e speculativi a quest’ultimo collegati) nel più lucroso “affare” del progetto per il risanamento della costa orientale di Palermo».«Emergono chiaramente dalle risultanze istruttorie – afferma la requisitoria – le difficoltà che La Torre dovette riscontrare, all’interno del partito siciliano, nella sua opera di moralizzazione». Rossitto racconta ancora che nella gara-appalto per la costruzione del palazzo dei Congressi di Palermo un pezzo del partito, assieme a Vito Ciancimino, avrebbe appoggiato l’impresa Tosi – considerata vicina al Pci – in contrapposizione a Lima favorevole al gruppo Costanzo di Catania. Per quell’affare – secondo Rossitto – al Pci sarebbero andati 480 milioni di vecchie lire.

Quindi è la volta di un altro militante comunista, Paolo Serra. Nell’istruttoria è detto che, subito dopo l’omicidio di La Torre , Serra invia ai magistrati una lettera ove suggerisce di indagare all’interno del Pci. In essa parla di progettazioni affidate dall’Italter a professionisti designati dal Pci, di appalti, di cooperative rosse, del progetto della Sailem sulla costa orientale di Palermo. “È mia convinzione – dice Serra durante l’interrogatorio – che l’omicidio sia maturato  anche all’interno del Pci siciliano”. Serra viene subito dopo espulso dal partito. Così come le supposizioni di Rossitto, le accuse di Serra non trovano conferme, solo smentite e versioni contrapposte; ma -conclude la requisitoria – offrono lo spaccato di un partito entro al quale ci sono forti ostilità. Le conclusioni del pool sono clamorose e suscitano un’ampia eco nel sistema informativo nazionale. Il 13 marzo 1991 la vicenda è riportata dal massimo quotidiano del Paese. Il Corriere della Sera annuncia nel titolo ‘L’antimafia accusa i comunisti’; quindi riassume il contenuto della requisitoria così: «Molti sospetti senza sbocchi giudiziari dalla monumentale requisitoria dei magistrati palermitani: una rilettura della stagione dei grandi appalti – Una parte del Pci e Ciancimino insieme nel “Comitato d’affari” – La tesi di un’opposizione “interna” all’opera moralizzatrice di La Torre – La posizione di Piersanti Mattarella: un alleato dell’andreottiano Lima – Reina, segretario provinciale della Dc, prima di essere ucciso era in guerra con Don Vito – I leader regionali del Pds annunciano querele». Gli ampi servizi dedicati dal Giornale di Sicilia alla vicenda – e in cui è rilevato che i comunisti sono stati colti «con le mani in pasta» – sono accompagnati da un editoriale dal titolo «Il Pci ha perso il pelo…» del vicedirettore responsabile Giovanni Pepi. E, a proposito delle accuse di Orlando, Claudio Martelli affermò   “Giovanni Falcone aveva scoperto che con Orlando sindaco di Palermo, Vito Ciancimino era tornato a imperare sugli appalti. Questa spiegazione è contenuta nella difesa che Falcone ha presentato di fronte al CSM che lo aveva convocato in seguito all’esposto di Orlando. Il giudice aveva dovuto difendersi dall’accusa più infamante: quella di essere colluso con quel nemico che aveva sempre combattuto.”  Inoltre aveva smontato le accuse del pentito Pellegriti contro Andreotti, e questo scatenò Orlando e il  Pci..

Ma queste sono solo alcune motivazioni. Alla fine rimane una cruda verità. Falcone fu “ucciso”, prima ancora che dalla mafia, dalle calunnie, dai sospetti, dalle accuse infamanti.  Fu delegittimato, abbandonato, isolato..e consegnato alla mafia.  Salvo, poi, essere magnificato, omaggiato, osannato..dagli stessi che l’avevano calunniato in vita. Tranne Orlando, lui continua coerentemente nella sua opera. A tal proposito dico che Falcone è stato “ucciso” una terza volta, quando, nel 2012 , i palermitani, hanno rieletto Orlando sindaco.  Una vergogna indelebile.  La sinistra, quella stessa sinistra che da vivo lo ha calunniato, ha cercato, in questi anni,  di appropriarsi di Giovanni Falcone e della sua memoria.  Ed io provo un grande sdegno nei loro confronti, e nel mio piccolo non gliela darò vinta.

Ilda Boccassini, che pochi giorni dopo la morte del giudice, pronunciò parole di fuoco contro coloro che l’avevano tradito,  nel 2002, a Repubblica dichiarò.. “ in dieci anni nessuno dei colleghi e degli esponenti politici di sinistra ha pronunziato una sola parola di autocritica per i torti arrecati a Falcone”.

«Delle due l’una – continuò la Boccassini -. O quelle accuse erano fondate, e allora non si beatifichi come eroe un magistrato che ha fatto commercio della sua indipendenza, o quelle accuse erano, come sono, calunnie, e gli artefici avvertano la necessità di fare pubblica ammenda. I burattinai o i burattini di qualche indegna campagna di calunnie e insinuazioni» orchestrata a suo tempo contro Giovanni Falcone affollano «le cattedrali e i convegni» quando si celebra il magistrato ucciso dieci anni fa. Come se «la sua esistenza fosse stata premiata da pubblici riconoscimenti o apprezzamenti nella sua eccellenza». Mentre non c’è stato un uomo la cui fiducia e amicizia è stata tradita con più determinazione e malignità».

Nell’intervista rilasciata a Marcelle Padovani per Cose di Cosa Nostra, Falcone attesta la sua stessa profezia: “Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.”

Alcuni giorni prima dell’attentato dichiara: “Mi hanno delegittimato, stavolta i boss mi ammazzano.”

Aveva ragione.

 In questo articolo non ho voluto lasciare spazio al sentimentalismo.  Ciò che provo per Giovanni Falcone, ciò che lui rappresenta per me, è una cosa personale.  Posso solo dire che gli sono grato.

 

Per chi volesse approfondire..posto i link di riferimento….

http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Falcone 

http://www.linksicilia.it/2012/05/giovanni-falcone-tra-successi-e-tradimenti/

http://gargantua.tumblr.com/post/836000093

 

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sono razzista

Ebbene sì non sopporto gli imbecilli, sono razzista e me ne vanto. Sono razzista con tutti quelli che vanno “oltre Hitler”, che pensano che minacciare giornalisti e presidenti del consiglio di lupara bianca sia una cosa sopportabile. Non riesco a scusare quelli che pensano di aver acquisito il diritto di sputarti in faccia perchè hanno perso il lavoro, dicono loro. Sono stanca di essere circondata da gente che non riesce a vedere la deriva autoritaria del movimento pseudo democratico. Non voglio lezioni di civiltà da gente che dichiara di essere oltre Hitler, che usa Primo Levi o la Shoà per il proprio tornaconto . Con questa gente e i loro padroni sono razzista, non li voglio in parlamento, non li voglio nei comuni, non li voglio in questo paese. Non devono avere il diritto di parola, almeno fino a quando non abbiano imparato la democrazia, devono studiarla la Costituzione non sventolarla quando fa comodo. Non voglio vedere più in televisione quella massa di ipocriti, che fino a ieri “guai alla televisione”, oggi ci sono fissi. Se i giornalisti avessero un minimo di dignità la smetterebbero d’inseguirli per un’intervista vuota di contenuti, Signori giornalisti mandateli a quel paese, dove magari si processeranno tra loro.Se in questo paese non c’è la guerra civile non è per merito di questi idioti, ma perchè la maggioranza ha avuto molta pazienza, ma i signori in questioni non pensino di poter minacciare guerre civili o marce su Roma impunemente ancor per molto, anche la pazienza ha i suoi limiti….

IL GRANDE MENTITORE

Nel 2013 ho avuto il piacere di collaborare, per circa 3 mesi,  con il blog del mio amico Domenico,“Il Merdone Quotidiano”. Si tratta di un blog, collegato ad una pagina FB, che è dichiaratamente anti grillino. In quei mesi ho scritto tanto contro Grillo e il m5s in genere. Spesso ci sono andato giù pesante, ma non potevo farne a meno, visto alcuni post di marca grillina.

Poi, in occasione del tragico anniversario dell’11 settembre, uno dei tanti coglioni che Grillo ha fatto eleggere in Parlamento, tale Bernini, pronunciò alla Camera un discorso pieno di odio contro gli Stati Uniti, accusandoli di essere gli autori della tragedia. Quella fu la classica goccia. Decisi, quindi, di lasciare il blog, non volevo più avere nulla a che fare con quella gentaglia. Se prima provavo nei loro confronti antipatia e sdegno, adesso li odiavo e disprezzavo. Da quel momento mi sono limitato a qualche commento, ma non ho più “dedicato” a Grillo o al m5s nessun articolo “impegnativo”. Questo fino a stasera.  Cosa è successo di così clamoroso? Presto detto.

Mentre stavo cenando  vedo, al tg la7, un servizio su Grillo e sul suo blog. E un boccone mi va di traverso quando noto un suo post con la foto di Charlie Chaplin tratta da “Il Grande Dittatore”. Ora, basta guardare l’immagine del mio profilo FB, per capire che stavolta non potevo lasciar perdere, dovevo vedere cosa c’era sotto, fin dove si era spinto questa volta.

Vado nel suo profilo FB e becco il post “Oltre Hitler c’è Chaplin”. Con riportato il discorso finale del film. Lo so, nulla di particolarmente grave se paragonato ad altri post, come nel caso de “il nuovo femminismo”, dove scherza sugli stupri e alla fine dice che le donne..in fin dei conti ci stanno..

Avrei potuto lasciar perdere ma, visto che Chaplin è uno dei miei “miti” e visto che siamo in campagna elettorale, ho deciso di fare un’eccezione e di rispondergli. Come ero solito fare.

Grullo della malora, per cercare di riparare ad una delle tante, troppe, cazzate che vai dicendo nei tuoi comizi, hai pensato di ripararti dietro un genio assoluto della storia del cinema. Bel tentativo. Ma hai fallito in pieno. Detto che tu non sei nemmeno degno di nominare Chaplin, visto che sei un ex comico fallito, perché solo un ex comico fallito, per cercare di far ridere un pubblico , deve ricorrere ad offese, insulti, calunnie etc etc, come quelle destinate alla Montalcini o a Veronesi..o alle volgarità rivolte ai politici..senza parlare della frase crudele nei confronti di un cane. Paragonare te a Chaplin sarebbe come mettere sullo stesso piano una zecca con un delfino.

Ma veniamo al tuo post. Nel discorso de “Il Grande Dittatore”, Chaplin, con le sembianze di Hitler, dice di voler aiutare tutti, ebrei compresi, mentre voi vi siete  distinti per il vostro antisemitismo.. Lui fa dire al suo personaggio..”Milioni di uomini, donne, bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di segregare, umiliare e torturare gente innocente”.

Mentre tu facevi, nel 2012, l’elogio dell’Iran di quel pazzo criminale di Ahmadinejad  e affermavi che si viveva bene, che le donne erano al centro della famiglia, che le impiccagioni nelle piazze, erano, tutto sommato, normali, visto che anche in America c’è la pena di morte. Addirittura Bin Laden era una brava persona, giudicato male solo perché a sbagliare era il traduttore e lui veniva frainteso. Chaplin manda messaggi di pace, di speranza, di benessere, di fratellanza.Tu, Grullo della malora, semini odio, violenza, parli di voler restare da solo, di voler mandare tutti a casa, minacci continuamente i tuoi avversari, vivi sperando che questo paese vada a rotoli, speri nelle disgrazie, nella disperazione della gente..speri nel buio, nelle tenebre. Mentre Chaplin parlava di luce, di amore e di un futuro migliore.

Ma, come se non bastasse, sei talmente idiota, che non ti sei reso conto che uno dei passaggi principali di quel discorso, si addice perfettamente a te e ai tuoi parlamentari..sembra scritto su di voi…

“Non cedete a dei bruti, uomini che vi comandano e che vi disprezzano, che vi limitano, uomini che vi dicono cosa dire, cosa fare, cosa pensare e come vivere! Che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie!”

Ti ci riconosci? Io penso che si tratti di un identikit perfetto. E sono sicuro che anche la Gambaro o la De Pin o tutti gli altri parlamentari che hai espulso o costretto ad andarsene , la pensano come me. A deputati e senatori viene detto cosa fare, cosa dire, come comportarsi, sono limitati nella loro libertà, sancita, tra l’altro, dalla Costituzione..poi una volta espulsi, vengono messi alla gogna, disprezzati e umiliati pubblicamente e spesso minacciati anche fisicamente. Sei tu, povero grullo illuso, il “bruto” del discorso. Ma siccome sei talmente preso dalla tua boria, dalla tua arroganza, dal tuo sentirti onnipotente, che hai scordato come si fa a ragionare, a riflettere, a ponderare. Il risultato? Ti sei fatto un autogol, ti sei reso ridicolo ancora una volta. Ma per questo tuo comportamento miserevole c’è una spiegazione, ed anche semplice..tu, in realtà, non credi a quello che fai o dici, tu, povero grullo, sei solo uno pagato da Casaleggio per recitare una parte, un ruolo. Lui mette i soldi e tu ci metti la faccia. Faccia, che però, hai perso da tempo.

 

ECCO IL DISCORSO DI CHAPLIN.

“Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore. Non voglio né governare né comandare nessuno. Vorrei aiutare tutti: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo unirci, aiutarci sempre, dovremmo godere della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca e sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, fatto precipitare il mondo nell’odio, condotti a passo d’oca verso le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno avvicinato la gente, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell’uomo, reclama la fratellanza universale. L’unione dell’umanità. Persino ora la mia voce raggiunge milioni di persone. Milioni di uomini, donne, bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di segregare, umiliare e torturare gente innocente. A coloro che ci odiano io dico: non disperate! Perché l’avidità che ci comanda è soltanto un male passeggero, come la pochezza di uomini che temono le meraviglie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. Il potere che hanno tolto al popolo, al popolo tornerà. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi comandano e che vi disprezzano, che vi limitano, uomini che vi dicono cosa dire, cosa fare, cosa pensare e come vivere! Che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Voi vi consegnate a questa gente senza un’anima! Uomini macchine con macchine al posto del cervello e del cuore. Ma voi non siete macchine! Voi non siete bestie! Siete uomini! Voi portate l’amore dell’umanità nel cuore. Voi non odiate. Coloro che odiano sono solo quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati, non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate che nel Vangelo di Luca è scritto: «Il Regno di Dio è nel cuore dell’Uomo». Non di un solo uomo, ma nel cuore di tutti gli uomini. Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, il progresso e la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare si che la vita sia bella e libera. Voi che potete fare di questa vita una splendida avventura. Soldati, in nome della democrazia, uniamo queste forze. Uniamoci tutti! Combattiamo tutti per un mondo nuovo, che dia a tutti un lavoro, ai giovani la speranza, ai vecchi la serenità ed alle donne la sicurezza. Promettendovi queste cose degli uomini sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. E non ne daranno conto a nessuno. Forse i dittatori sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Combattiamo per mantenere quelle promesse. Per abbattere i confini e le barriere. Combattiamo per eliminare l’avidità e l’odio. Un mondo ragionevole in cui la scienza ed il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati! Nel nome della democrazia siate tutti uniti!” Charlie Chaplin, da “Il grande dittatore”

 

 

 

OSSESSIONATI DA BENITO

Un grave, gravissimo problema si è abbattuto nelle ultime settimane sul nostro martoriato Paese. Il debito pubblico e la disoccupazione in aumento? No. Commercianti, imprese, artigiani, costretti a chiudere? No. L’immigrazione clandestina? No. L’aumento esponenziale delle famiglie che vivono in condizioni pietose? No.

Il gravissimo problema che, per nostra fortuna, il Pd sta cercando di risolvere, è la cittadinanza onoraria che 90 anni fa quasi tutti i comuni italiani diedero a Benito Mussolini.

Già. Per 90 anni  non si sono accorti di nulla, nemmeno quando, orgogliosamente, si chiamavano Pci ed eravamo in piena guerra fredda ( con loro dalla parte sbagliata). Oggi, però,  il Partito Demenziale improvvisamente si sveglia dal lungo, lunghissimo letargo e scopre la magagna, anzi, la grande vergogna.  Subito, allora, si mettono al lavoro per ridare dignità e prestigio ai comuni disonorati. Nel 2009, a Firenze,  ci pensò Dominici, il predecessore di Renzi, a revocare la cittadinanza al Duce. Adesso tocca a Bologna, Torino e ad altri comuni più piccoli. Ma, come in quasi tutte le famiglie, anche nel Pd c’è qualche pecora nera che si oppone..come nel caso di Ravenna, dove la richiesta di revoca, presentata da un consigliere di una lista locale, è stata respinta a grande maggioranza, con i voti contrari del pd, Idv e, addirittura, di Sel. La richiesta è stata respinta con la seguente motivazione.. “Nel diritto romano  esisteva una condanna, la più cruda che si potesse attribuire a chi avesse amministrato la res publica, che si definiva damnatio memoriae. Comprendeva il fatto che ogni statua, monumento o documento che si richiamava al condannato dovesse venire distrutto. Per cancellarne la memoria. Parlando di Mussolini verrebbe la tentazione di applicare questa condanna. Ma la damnatio memoriae ha un difetto: oggi, di molti di quei personaggi che ne furono colpiti, non sappiamo nemmeno cosa avessero fatto per meritare quella punizione, abbiamo quasi sempre stralci o quadri parziali”. La storia invece è memoria e non può essere cancellata. Non va cancellata. La storia ha già giudicato Mussolini e il fascismo e riteniamo anzi che non si debba depennare una verità acclarata: nel 1923, nell’anno stesso in cui veniva ucciso Don Minzoni, quando il fascismo era quindi già prevaricante, ci si poté permettere con un atto arbitrario di attribuire la cittadinanza onoraria al capo del fascismo”.

Io condivido questa motivazione, lasciamo che sia la storia a giudicare Mussolini e il fascismo, fermo restando  che, ognuno di noi,ha il diritto di avere la propria opinione.  Ma a livello istituzionale bisogna agire in modo diverso.  In caso contrario, se si decidesse di procedere con la rimozione in toto del cattivo, bisognerebbe anche, per rifarci alla damnatio memoriae e non essere ipocriti, distruggere tutto ciò che il cattivo ha lasciato in eredità: monumenti, edifici, strade, leggi…alcune città, come Latina, andrebbero rase al suolo.. Roma dovrebbe distruggere Cinecittà..Venezia abolire la Mostra del Cinema…E l’Inps? E il Corpo dei Vigili del fuoco?..Solo per citare alcune cose fatte in epoca fascista.

Come vedete, cari (si fa per dire) esponenti del Pd e della sinistra in generale, il problema non è così semplice, non basta revocare una cittadinanza per cancellare  Mussolini e il Fascismo, ci vuole molto più impegno e bisogna avere il coraggio di mettere da parte la convenienza  nel tenersi le cose da lui fatte. Se avete questo coraggio, andate avanti, cancellate tutto ciò che in questo paese rimane del Fascismo..ma dovete cancellare tutto, proprio tutto. Ma se non avete questo coraggio, smettete di rompere le scatole e pensate ai veri problemi di questo martoriato Paese.

P.s.  A proposito, visto che è argomento di questi giorni..Benito Mussolini è ancora Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine militare d’Italia. Napolitano lo sa?..

 

 

 

La non politica

Come spiegare ad uno straniero la politica italiana? Sinceramente è impossibile cercare di far capire come “non” funziona la politica. Oggi abbiamo tre grandi partiti, pardon due partiti ed un movimento, più alcuni partiti minori in ordine sparso. Di questi tre soggetti politici non ne troviamo uno normale. Il pd in teoria dovrebbe , e sottolineo dovrebbe, essere il partito di maggioranza relativa che governa. Ora per governare ci vuole un premier, e il pd lo ha, ma non piace a tutto il pd. Perchè in fondo il pd adora arrivare secondo. E’ bello arrivare secondi, perchè puoi sognare come sarebbe stato arrivare primi, ma nel momento in cui vinci sbatti nella realtà. La realtà è prendersi delle responsabilità, anche sbagliando, ed il pd questo lo odia, non è nel suo dna. Renzi li ha sconvolti,giusto o sbagliato ha osato dire ” facciamo  ”, ed ha osato far notare che certi sogni non sono realizzabili, che non basta cantare “bella ciao” per fare qualcosa. La sinistra italiana è svenuta, e per l’europee hanno trovato la fuga nella lista Tsipras, chiaramente stanno già litigando tra di loro a forza di “se c’è lui non entro io”, dando così il solito spettacolo  della sinistra che vuole battere se stessa. Il pd è schizofrenico, vota per Renzi, ma alcuni stanno lì pronti col fucile. Poi abbiamo forza italia, che in teoria dovrebbe rappresentare i moderati, ma in realtà sta combattendo una battaglia per Berlusconi, e qui è il grosso difetto del partito. Forza Italia senza Berlusconi non esiste, non ha al suo interno nessuno in grado di dire “grazie Berlusconi per il passato ma ora tocca a noi”. Continuare a vedere e volere come leader un condannato, piaccia o meno è così, senza avere la forza di costruire un partito vero senza Berlusconi, provocherà solo danni. La colpa è indubbiamente di Berlusconi stesso, che combatte le sue battaglie tramite il partito, se riuscisse a farsi da parte, permetterebbe al partito stesso di crescere.  Avere come consigliere politico Toti non è certamente il massimo. Taccio per carità di patria sul movimento, che è un’accozzaglia di non idee più unica che rara. Grillo è riuscito a riunire in un solo “partito” tutti i frustrati d’Italia, quelli  a cui non va mai bene niente, la colpa è sempre di qualche entità misteriosa, ora i politici, ora i massoni, volendo anche gli ufo.In compenso in Italia abbiamo oltre che i classici sessanta milioni di CT, anche tutta una serie di economisti, politologi e compagnia cantante che non credo abbia nessun paese al mondo. Per i partiti minori è semplicemente in gioco la sopravvivenza, sono in vendita al miglior offerente, quasi tutti……vedi la lega con il movimento.

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Vada come vada, grazie

Cari fratelli nel dolore milanisti, domani sera a meno di un miracolo, saremo fuori dalla coppa dei campioni (scusate ma io amo chiamarla così), già sento gli inviti ad andarsene rivolti a Berlusconi od a tirare fuori i soldi. Potreste avere ragione se fuori dalla sede del Milan ci fosse la fila per comprarlo, ma ad occhio non sembra. Quanto ci vuole a capire che sono finiti i tempi delle vacche grasse? Oggi in Italia non c’è nessuno in grado di competere su certe cifre, non si possono far debiti , e faccio notare che il Paris Saint Germaine che ha speso cifre assurde non ha ancora vinto una coppa. Il Chelsea ha svenato Abramovic, e non è che abbia fatto faville. Se Berlusconi trovasse un socio o qualcuno  che vuole comprare va bene, ma tutti dovrebbero ricordarsi che quando prese il Milan , questo veniva dalla B, erano anni che non vincevamo neanche la coppa del nonno e con lui abbiamo vinto tutto.Un minimo di gratitudine non guasterebbe, se proprio soffrite andate a riguardarvi le 6 reti date all’Inter in un derby, o le 5 date al Real Madrid, solo due partite a caso. Volete ricordarvi di quando andammo in finale contro il Barcellona, che pensava di aver già vinto, e noi con mezza difesa fuori ci prendemmo la coppa? Ecco prima dell’insulto e dell’urlo “vattene” siete pregati di ricordare. Deve indubbiamente cambiare il sistema calcio, ma vorrete ammettere che non è facile nè appetibile comprare una squadra italiana. Non abbiamo stadi di proprietà, in compenso abbiamo gli ultras che fanno più danni che la grandine.Abbiamo una tassazione assurda, insomma il sistema calcio è legato al sistema Italia.L’unica cosa che ci da speranza sono le giovanili, il fatto che il Milan abbia vinto il Torneo di Viareggio dovrebbe farci credere che abbiamo dei buoni giovani. Ma anche qui c’è il problema del tifoso, quanti sono disponibili ad accettare l’errore del giovane in prima squadra? Io sì, ma molti lo massacrerebbero. Vi prego domani sera , vada come vada, non insultate la dirigenza che vi ha fatto divertire per anni, prendete esempio dalla pazienza di altre squadre che sono anni che l’europa la vedono per non più di qualche partita e poi fuori. Qualche volte nella vita ci vuole gratitudine.Immagine

Secessione dal cervello

Gentilissimo militante del movimento, tra un insulto e l’altro che lanci all’indirizzo degli incauti che non vedono la bellezza del movimento, potresti essere così gentile da spiegarmi la tua posizione sul post di ieri del vostro megafono? Sei realmente convinto che questo paese non debba più essere unito? Realmente vogliamo tornare al 1861? A proposito sei sicuro di sapere cosa c’era allora in Italia? Vogliamo tornare allo Stato pontificio, Granducato di Toscana, e staterelli vari?  Il mitico megafono dichiara che questo paese è un’arlecchinata, ed indubbiamente su questo può avere ragione, in quale altro paese si possono prendere sul serio i deliri di un ex comico fallito? Certamente non è degno della Commedia dell’Arte, non fa ridere , nè è in grado di esprimere la tragedia, è semplicemente farsa di bassa lega. Secondo lui, ed anche secondo voi che lo appoggiate, questo paese non esiste più, sbaglio o queste sono “idee” della Lega? Dunque siete il nuovo? Il nuovo che offende le donne, il nuovo che chiude le frontiere, il nuovo che assume parenti ed amici, il nuovo che vuole dividere l’Italia, il nuovo che abbraccia in maniera ecumenica Casa Pound. Il vostro nuovo puzza di vecchio, di già visto, solo che voi riuscite ad essere peggio. Squadristi da tastiera, riempite d’insulti e minacciate chi non s’adegua, ora certamente direte insieme al vostro megafono che non abbiamo capito, come al solito distorciamo le vostre parole, forse avete ragione perchè non ricordate mai quello che avete detto il giorno prima. Sinceramente siete assurdamente vuoti, vi riempite delle parole in libertà di un piccolo uomo, e lasciate a riposo il vostro cervello.Spero per voi che questa pausa di pensiero finisca e che torniate ad usarlo. Il movimento era nato per altro, è il vostro megafono insieme al suo amichetto che l’ha tradito, lo “sveglia” canonico tocca a voi stavolta.